Casi pratici › M23
Caso pratico M23 - merci
Ad un impresa di autotrasporto di cose per conto di terzi viene commissionato un trasporto eccezionale da eseguire con veicoli che superano i limiti massimi di peso e dimensioni previsti in Italia. Dire:
- aquale tipo di patente deve avere il conducente per guidare un convoglio eccezionale
- bquali permessi è necessario chiedere e a quali Autorità
- cche tipo di scorta è necessaria
- dcosa occorre fare se si viene pagati con assegno personale intestato al conducente
Svolto
a) quale tipo di patente deve avere il conducente per guidare un convoglio eccezionale
Il Codice della strada non prevede una patente o un'abilitazione speciale per i veicoli eccezionali o per i trasporti in condizioni di eccezionalità: vale la categoria del veicolo (art. 116 c. 3). Un convoglio eccezionale è di regola un complesso formato da un trattore o da un autocarro e da un rimorchio o semirimorchio ribassato, a più assi o modulare, quindi serve la patente CE, che abilita ai complessi con motrice di categoria C e rimorchio o semirimorchio di massa oltre 750 kg; se il trasporto eccezionale è fatto con un autoveicolo isolato, per esempio un autocarro con carico indivisibile sporgente, basta la patente C, che abilita agli autoveicoli oltre 3,5 t con rimorchio leggero. Non bastano la C1 (fino a 7,5 t) né la vecchia patente C speciale rilasciata fino al 2013, che abilitava fino a 11,5 t e oggi vale come C1 estesa (quiz MHN007). L'età minima per C e CE è 21 anni (art. 115 c. 1 lett. e n. 2), ma scende a 18 anni per chi ha conseguito la carta di qualificazione del conducente con il corso ordinario (svolto M44-d). Il conducente professionale deve infatti avere la CQC merci, dimostrata dal codice unionale 95 sulla patente o dalla carta, valida cinque anni e rinnovata con la formazione periodica di 35 ore (D.Lgs. 286/2005, capo II, come modificato dal D.Lgs. 50/2020; richiamo W5), oltre alla carta tachigrafica, perché il veicolo supera le 3,5 t. La patente e la CQC devono essere valide e vanno esibite ai controlli insieme all'originale dell'autorizzazione, che deve essere a bordo (D.P.R. 495/1992, art. 16 c. 13). Il personale della scorta tecnica, se è dell'impresa, ha invece bisogno dell'abilitazione prevista dal disciplinare tecnico (art. 16 c. 6). Guidare senza la categoria richiesta è reato punito con l'ammenda da 2.257 a 9.032 euro (art. 116 c. 15); guidare senza la CQC comporta le sanzioni degli artt. 116 c. 16 e 126 C.d.S. (richiamo W5).
b) quali permessi è necessario chiedere e a quali Autorità
Il trasporto in condizioni di eccezionalità, cioè di cose indivisibili che superano i limiti di sagoma dell'art. 61 e, nei casi ammessi, anche di massa dell'art. 62, richiede l'autorizzazione dell'art. 10 C.d.S. Il comma 6 dice chi la rilascia: l'ente proprietario o il concessionario per le autostrade e le strade statali e militari (ANAS, le società autostradali), la Regione per… Continua nel Premium, con la correzione della tua risposta
c) che tipo di scorta è necessaria
La scorta non è sempre dovuta: è prescritta nel provvedimento di autorizzazione quando ricorre anche una sola delle condizioni dell'art. 16 c. 3 del regolamento (D.P.R. 495/1992): larghezza del veicolo oltre 3 m (3,20 per spazzaneve e carri ferroviari), lunghezza oltre 25 m, corsie più strette di 3,50 m per i carichi eccezionali in larghezza o di 3 m negli… Continua nel Premium, con la correzione della tua risposta
d) cosa occorre fare se si viene pagati con assegno personale intestato al conducente
Il corrispettivo del trasporto è dovuto all'impresa, che emette la fattura: un assegno intestato personalmente al conducente non è un pagamento regolare all'impresa e non estingue il debito del committente. Il conducente non deve incassarlo per sé, né incassarlo e poi girare la somma all'impresa in altro modo: trattenerlo sarebbe appropriazione indebita (art. 646 c.p., livello c) e l'incasso su… Continua nel Premium, con la correzione della tua risposta
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